lunedì 28 novembre 2016

96. La notte di San Giovanni e la sporca guerra ai civili

La Bettola nel 1944
 di Barbara Bertolini


Del passato non ci sono solo scenari idilliaci da ricordare ma anche storie terribili di violenze e barbarie come questa, avvenuta alla “Bettola”, comune di Vezzano, vicino a Reggio Emilia, la notte di San Giovanni del 1944, una calda notte stellata,  dove pace e serenità regnavano sovrane perché  il coprifuoco, in vigore dalle 22, impediva a chiunque di uscire.

In quel lontano 1944 la guerra ormai aveva dato il peggio di sé e non c’era più nulla da perdere sia per i fascisti che per i tedeschi ma, anche i partigiani colpivano duro: insomma si era arrivati ad un punto di non ritorno dove non c’era più umanità per nessuno, come dimostra questo episodio, non certo il solo nel panorama italiano di allora. Anzi, dicono M. Durchfeld e M. Storchi* che  le stragi perpetrate dai tedeschi di più ampie proporzioni avvennero proprio nell’estate-autunno di quell’anno.

mercoledì 18 maggio 2016

95. Una lavagna, il…computer della mia infanzia

Siamo negli anni ’50, i genitori di Rita Frattolillo, seconda di quattro figlie, decidono di non mandarla a scuola ma di tenerla a casa a badare alle sorelline più piccole. La mamma e il papà sono insegnanti e, quindi, all’educazione scolastica penseranno loro. Ecco i ricordi di Rita di questa inusuale esperienza:
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Per quanto possa sembrare strano, a casa mia tra tutte le camere preferivamo la cucina.
La domenica, quando tutti erano liberi dal lavoro e non c’era fretta, ci piaceva indugiare intorno alla grande tavola apparecchiata per la prima colazione, e, tra un sorso e l’altro di caffelatte, chiacchierare del più o del meno. E fare il programma della giornata, che spesso comprendeva un’escursione fino a un certo castello o a quel tale sito archeologico.
Nelle lunghe sere d’inverno, poi, pur se ogni stanza aveva il proprio camino, ci piaceva sederci in circolo intorno a quello della cucina, dove, con gli occhi stregati dallo sfavillio dei carboni che ardevano nel focolare, seguivamo in silenzio i “cunti” di paese raccontati dalle vecchie donne di casa.

domenica 7 febbraio 2016

94. DOVE HAI FATTO IL MILITARE?


Gianni Morandi con i suoi commilitoni

di Barbara Bertolini

Questa era la domanda che permetteva a perfetti sconosciuti di intavolare una simpatica conversazione. Per molti ragazzi italiani il servizio di leva o la naja era l’unico modo per uscire dalla famiglia e fare nuove esperienze anche se quasi tutti preferivano evitare di perdere uno o due anni della loro esistenza al servizio dello Stato italiano. Quella del servizio obbligatorio di leva è stata un’istituzione durata 143 anni, dalla nascita del Regno d’Italia fino al gennaio 2005 quando la legge del 23 agosto 2004 ha sospeso la sua obbligatorietà per tutti quei ragazzi nati dopo il 1985.